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Paola Muraro, il Tmb di Rocca Cencia e quelle solite parole di troppo

C’è un assessore che più di tutti potrebbe creare problemi nella giunta di Virginia Raggi. E paradossalmente si tratta di quello meno grillino e con il curriculum più inattaccabile. Paola Muraro, assessore all’ambiente, sta facendo parlare di sé sulla stampa locale. Ieri erano i «pedoni pericolosi» per il traffico di Roma (dichiarazione smentita più tardi dalla stessa esponente), qualche settimana fa era la diffida all’azienda municipalizzata di Roma dove la Muraro ha lavorato per diversi anni. I suoi legali – secondo quanto riporta Repubblica – hanno chiesto 200mila euro a titolo di “equo premio” per un brevetto inventato dall’allora consulente e oggi attuale assessore in Campidoglio.

Perché Muraro non è un assessore scelto per puro caso. Si tratta di una donna che conosce il sistema AMA. Si è occupata principalmente dei due impianti di Trattamento Meccanico Biologico (TMB): quello in via Salaria e quello nel quartiere di Rocca Cencia. Luoghi in cui, per il malfunzionamento degli impianti, i comitati di quartiere lottano da anni.

Per quei siti Muraro è stata referente IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) ovvero il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. Dodici anni di legami e una consulenza che nel 2015 ha raggiunto i 115mila euro annui. Per questo forse il giro all’impianto Tmb di Rocca Cencia col sindaco qualche giorno fa è stato solo un blitz. Una visita di cui la stampa è stata avvisata solo a diretta Facebook iniziata.

Muraro, durante la visita, ha denunciato tutto quello che sostiene di aver combattuto da anni contro la municipalizzata. Se la prende con le decisioni mariniane del Tmb, spiega perché quella macchina definita perfetta si inceppa in continuazione. Il problema è che lei conosceva bene la realtà di Rocca Cencia. Gli incarichi di Muraro non sono passati inosservati. Hanno scatenato le proteste di alcuni democratici locali ma anche di parte di una base che chiese a Virginia, prima delle nomine, di non scegliere l’esperta in compostaggio.

I romani conoscono bene Muraro, anche quelli di Villa Spada e Fidene. Ricordano le parole di Nino Santarelli, giornalista di Teleradiostereo che intervistò l’allora consulente Ama. Un blog riporta una riunione dei comitati di quartiere dove si ironizzò sulle parole dette dalla Muraro.

Sono le parole che tutta l’assise voleva sentire: basta aspettare. Vogliono scendere in strada a manifestare, fare uscire la questione dai confini locali. Ma tranne le emittenti e la stampa locale, né Rai ne Sky hanno ritenuto di mandare qualcuno.

Eppure Nino Santarelli, giornalista di Teleradiostereo ha suscitato un vespaio pubblicando un’intervista alla dottoressa Muraro, dirigente Ama, la quale ha affermato che “gli odori che ora provengono dallo stabilimento sono paragonabili a quelli che si percepiscono in una rivendita di frutta e verdura“.

In risposta sul palco è stata allestita una cassetta di prodotti vegetali assortiti. A dire il vero il cavolo era un po’ molesto. Ed era uno solo. Probabilmente se ce ne fossero stati un paio in più non avrebbero creato un’essenza profumata, figuriamoci qualche quintale di prodotti ortofrutticoli in decomposizione… no, decisamente non è stata un’uscita fortunata, quella della funzionaria. Sembra quasi un’ammissione, a voler esser pignoli.

Se prima le parole di un dirigente Ama pesavano ora quelle di un assessore all’ambiente peseranno ancor di più. “Città pulita mercoledì, o agirò“, aveva tuonato qualche giorno fa la dottoressa in seguito ad una riunione con Ama.

Mercoledì però, tra scatti rilanciati dai cittadini in zone non proprio linde e tour che sembrano sempre più dei “blitz” Muraro sembra aver corretto il tiro. “La città pulita entro oggi? In alcune zone sì, in altre c’è un problema su carta e cartone e sugli ingombranti. In questo periodo, inoltre, si stanno facendo ristrutturazioni delle case e stiamo ponendo attenzione anche su questo, per verificare il corretto funzionamento“.

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