martedì , 19 Novembre 2019
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A Roma arrivano le zone a Luci Rosse su richiesta dei comitati

A Roma arrivano le zone a Luci Rosse su richiesta dei comitatiDopo il pressing asfissiante dei comitati di quartieri sparsi sul territorio romano per risolvere il problema del degrado e della pericolosità delle strade frequentate dalle “lucciole”, partirà in via sperimentale nel Municipio IX la realizzazione di zone dedicate alla prostituzione.

Dunque nella Capitale parte ufficialmente il progetto di una vera e propria zona a luci rosse: il Municipio IX, che comprende nei suoi confini il quartiere dell’Eur, si è impegnato a scendere in campo contro la prostituzione lanciando il progetto #Michela, dal nome della prostituta romena che nel 2012 si salvò miracolosamente dai suoi aguzzini che dopo averla aggredita le diedero fuoco, lasciandola agonizzante in un campo.

Saranno istituite delle “isole”, dove l’esercizio della prostituzione sarà tollerato e monitorato, e chi sarà sorpreso ad adescare fuori da queste zone dovrà pagare una maxi-multa.

Andrea Santoro, presidente del municipio romano, ha aperto un tavolo formale di coordinamento, attorno al quale siederanno i servizi sociali municipali (ossia la Asl di Roma C), i referenti del progetto Roxanne, il gruppo della Polizia Locale e i comitati di quartiere, per presentare il programma di realizzazione sperimentale dello “zoning” all’interno del Municipio IX, con il contributo degli Uffici Capitolini e delle Forze dell’Ordine.

Andrea Santoro - Presidente Municipio IXNoi vogliamo raggiungere l’obiettivo di conciliare il diritto alla sicurezza dei cittadini con l’ampliamento delle garanzie di tutela sociale e sanitarie per chi esercita questa attività“, dice Andrea Santoro.

Soddisfatta anche Carla Vincenti, assessore municipale alle Politiche Sociali: “Per la prima volta, finalmente, nel territorio comunale il problema della prostituzione viene affrontato in modo concreto e con gli strumenti più idonei. Le Amministrazioni passate avevano già messo in campo azioni finalizzate a contenere gli effetti diretti e indiretti del fenomeno della prostituzione, ma tali interventi, spesso legati unicamente a logiche sicuritarie, hanno in gran parte disatteso i risultati in programma

Nino D'AloisioSiamo sicuri e ci auguriamo che la sperimentazione nel Municipio IX non sarà un “flop” come lo furono le telecamere installate sulla Cristoforo Colombo e sulla via Salaria, anzi ci auguriamo che l’iniziativa abbia un grosso successo e che verrà presto ampliata anche nel nostro municipio (Municipio III n.d.r.) – lo dichiara il presidente del Comitato di Quartiere Villa Spada, Nino D’Aloisio – la via Salaria, specie nel tratto adiacente al nostro quartiere è ormai da anni luogo di disagio per vari motivi ed è ora che questo “scempio” finisca un volta per tutte. Sappiamo benissimo che si tratta di una soluzione temporanea e che va presa con le “pinzette” visto il delicato argomento e molteplici risvolti che la questione potrebbe prendere. Sappiamo benissimo anche che questo non risolverà il problema dello sfruttamento della prostituzione e che potrebbe diventare un arma a doppio taglio addirittura agevolando in qualche modo la criminalità organizzata se tutti non faranno il loro dovere, ma dopo anni e anni di completa indifferenza da parte delle istituzioni almeno per il momento qualcosa si sta muovendo.