giovedì , 14 Novembre 2019
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Ama Salaria, odori nauseabondi e nasi turati: il Campidoglio incontrerà i cittadini

Ama Salaria, odori nauseabondi e nasi turati: il Campidoglio incontrerà i cittadiniGiornate infernali per il quadrante di Villa Spada e Fidene dal quale i cittadini continuano a lamentare la presenza sempre più insopportabile dei miasmi provenienti dall’impianto Ama di via Salaria. Odori nauseabondi che costringono la cittadinanza e tutti quei lavoratori delle aziende che sorgono sulla consolare romana a serrare le finestre, turarsi il naso ed evitare lunghi tragitti all’aperto. Una condizione ormai insostenibile che ha spinto i residenti ad organizzare sit-in, cortei e blocchi stradali per farsi ascoltare.

L’obiettivo dei Comitati è sempre quello di giungere alla delocalizzazione dell’impianto e potranno ribadirlo in settimana quando l’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Estella Marino, si siederà al tavolo partecipativo voluto proprio per discutere delle problematiche inerenti ai miasmi.

L’incontro , dopo quello dello scorso 8 maggio – ha spiegato l’Assessore – vuole proseguire l’impegno dell’Amministrazione nella ricerca di soluzioni per diminuire l’impatto olfattivo sulla zona, anche grazie ai diversi sopralluoghi del Dipartimento Tutela Ambientale”.

Una notizia salutata con entusiasmo anche da Piazza Sempione: “Abbiamo ricevuto molte segnalazioni in queste giornate sui miasmi dell’impianto Ama di via Salaria, ragione per la quale riteniamo fondamentale un continuo contatto con l’azienda municipalizzata e il Campidoglio, al fine di intraprendere tutte le azioni opportune volte alla tutela dei cittadini della zona che da anni subiscono fortissimi disagi causati dall’attività del TMB” – hanno detto il Presidente del Municipio III, Paolo Marchionne, e l’Assessore con delega alle Politiche Ambientali, Gianna Le Donne, che saranno presenti all’incontro.

Dal Roma Capitale dunque ecco l’apertura verso Villa Spada: qui i cittadini si augurano che l’incontro sia davvero risolutivo e che possa dar loro certezze sul futuro del TMB e su quel diritto alla salute e a una vita di respiri a pieni polmoni più volte invocato in questi anni.