martedì , 12 Novembre 2019
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Cittadini assediano l’impianto AMA: “Basta miasmi, via da qui”

Cittadini assediano l’impianto AMA: “Basta miasmi, via da qui”Buona parte di Villa Spada con i membri dei due comitati al completo, poi i cittadini e i comitati arrivati da Fidene, Serpentara, Talenti, Valmelaina, Colle Salario e Montesacro: una mobilitazione lanciata attraverso i social network che ha raccolto l’adesione di oltre cento persone pronte ad unirsi alla battaglia di coloro che ormai da tre anni combattono contro i miasmi provenienti dall’impianto Ama di via Salaria 981.

L’unione fa la forza e così a dare manforte a Villa Spada – quartiere direttamente colpito dal cattivo odore – sono arrivati da tutto il territorio: chiudere subito l’impianto che dal 2011 rende la vita impossibile a quel quadrante è l’imperativo di tutti.

Finestre serrate, bambini che non possono giocare nel cortile della scuola e lavoratori delle aziende che sorgono sulla consolare costretti a blindarsi nei propri uffici: una condizione di vita inaccettabile, da qui la mobilitazione che negli anni è arrivata anche al Parlamento Europeo.

La risposta di Bruxelles alla petizione di Villa Spada ha però gelato l’intero quartiere: “Nessuna violazione, concentrazioni di miasmi molto basse al di sotto dei valori limite autorizzati” – hanno scritto dall’Europa che presto probabilmente vedrà recapitarsi un dossier “completo e aggiornato”.

I cittadini infatti non ci stanno e continuano a denunciare odori insopportabili e malori: gole secche, occhi che lacrimano, disturbi intestinali e qualche tempo fa addirittura uno svenimento imputato al TMB.

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Questo pomeriggio quella che avrebbe dovuto essere un’assemblea nel cuore di Villa Spada si è trasformata in un corteo: un centinaio di persone hanno sfilato da Largo Cortona fino al 981 della Salaria. A gruppi hanno attraversato il semaforo pedonale esponendo striscioni e cartelli: viabilità rallentata e automobilisti inviperiti.

I cittadini, ponendosi davanti al cancello, hanno anche ritardato per qualche minuto l’ingresso dei mezzi Ama nel deposito, in tale occasione non è mancato qualche attimo di tensione quando uno degli autisti è sceso inveendo contro la pacifica folla: ne è nato un acceso battibecco e un accenno di rissa subito sedato dagli stessi manifestanti, dalle forze dell’ordine e dai consiglieri di Piazza Sempione presenti.

Questo è stato il primo atto di una protesta condivisa da molti Comitati di Cittadini in difesa della salute dei circa 40.000 abitanti che vivono e lavorano nel nostro territorio. Il costante aumento del fastidio e dell’inquietudine prodotte dalle esalazioni dell’impianto AMA, hanno alimentato un forte risentimento in tutte le persone che vivono nell’area interessata” – hanno scritto i Comitati dicendosi stufi “delle promesse ed ai finti impegni di politici e tecnici che per primi hanno avuto la responsabilità, in anni passati, di autorizzare e permettere la vergogna della realizzazione di questo impianto nella vicinanza di abitazioni , scuole e luoghi di lavoro”.

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Comitati critici anche verso le amministrazioni comunali e regionali di questi anni “che – hanno proseguito i cittadini – pur consapevoli del grave problema dei rifiuti a Roma, hanno voluto scaricare su di noi la loro parziale soluzione”.

Degrado diffuso, la presenza anch’essa ingombrante del depuratore ACEA, la prostituzione come biglietto da visita della zona: quello che arriva da Villa Spada e dai territori limitrofi è una netta presa di posizione contro l’impianto Ama Salaria, ma anche un grido d’allarme generale contro tutto quello che rende i quartieri invivibili.

Diritto ad una vita normale e alla salute, questo quello che i Comitati chiedono per il territorio: “Quello di oggi – promettono – è stato solo il primo di una serie di impegni di protesta”.