martedì , 12 Novembre 2019
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Ex Cartiera: domani chiude, 350 Rom verranno trasferiti

Ex Cartiera: domani chiude, 350 Rom verranno trasferitiLa notizia circola in sordina tra gli addetti ai lavori. E con essa  la sorpresa dei diretti interessati rimasti allibiti. Il Comune avrebbe  fatto visita ai rom dell’ex cartiera di via Salaria, 971, il centro di accoglienza  che ospita circa 350 cittadini provenienti dai passati sgomberi dei grandi campi  (e riqualificato nel 2011 con più di 1 milione e mezzo di euro, ndr), portando  la lieta, si fa per dire, novella.

A breve le famiglie verranno trasferite in un nuova struttura in zona Torre Maura, per la precisione presso l’ex azienda ospedaliera San  Giovanni dell’Addolorata, gestita dall’Arciconfraternita del SS. Sacramento e di  S. Trifone, sita in via dei Codirossoni. Per “breve” si intende  domani mattina. Al  momento non sono noti né i dettagli dell’operazione né sono circolate dichiarazioni ufficiali delle istituzioni che possano spiegare le  motivazioni del gesto.

I cittadini rom del centro non hanno la più pallida idea di cosa li aspetti e, a quanto emerso, nessuno li avrebbe avvisati prima né tanto  meno li avrebbe consultati. Il tutto a una settimana dalla fine della scuola che per alcuni studenti del campo significa esami di ammissione.

A commentare la notizia l’Associazione 21 Luglio, da sempre a fianco dei diritti rom e attenta osservatrice di campi e piani nomadi. “Il  trasferimento forzato dal centro di raccolta rom di via Salaria“, dichiarano i  rappresentanti, “verso la nuova destinazione predisposta dalle autorità del  Comune di Roma, avviene a ridosso del ballottaggio per l’elezione del futuro  sindaco, senza un preavviso adeguato e in mancanza di genuine consultazioni con  i diretti interessati dall’espulsione.”

Il  tentativo di trasferimento forzato organizzato dal Comune di  Roma priva i residenti del centro della possibilità di influire nel  processo decisionale che interessa direttamente il loro futuro e costituisce una  violazione degli standard internazionali in materia di diritto a un alloggio  adeguato”. In altre parole, nessuno li avrebbe interpellati, evitando così il  rischio di intercettare volontà contrarie.